Bosco Verticale: trend in crescita per i grattacieli verdi

Bosco verticale ovvero grattacieli completamente ricoperti di verde nei centri urbani. Esempi di urbanizzazione sostenibile che stanno prendendo sempre più piede nelle grandi città. Architettura sostenibile dunque il cui obiettivo è contribuire, almeno in parte, a ridurre l’inquinamento e l’affollamento. Testimonianze importanti in contesti in cui l’intensa urbanizzazione favorisce più la diffusione del cemento che degli spazi verdi.
“Si tratta di progetti che rendono le città più belle, più vivibili e più attrattive, e che, di sicuro, favoriscono anche la pratica di un turismo sostenibile” sottolinea lo staff di Hundredrooms, start up nata nel 2014 come comparatore online di alloggi turistici. “Chi visita un luogo infatti è attratto dalle nuove tendenze architettoniche, dai nuovi progetti virtuosi che hanno come obiettivo di rendere più vivibili le città”.

Hundredrooms  ha così compilato una lista con edifici verdi già esistenti e di altri in via di costruzione o progettazione in Europa e nel mondo. Eccola:

Il Bosco Verticale, Milano (Italia).Èuno dei più noti ed è anche stato il primo del suo genere. Progettato da Boeri Studio, si tratta di un complesso residenziale formato da due torri e inaugurato nel 2014. Le facciate sono rivestite da oltre 2000 essenze arboree, che danno un risultato unico e spettacolare. Il complesso ha ricevuto numerosi riconoscimenti (l’International Highrise Award per esempio ndr) ed è definito il “grattacielo più bello e innovativo del mondo” dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat.

Quartiere ecologico a Bruxelles (Belgio). Conosciuto come Tour & Taxis, questo ambizioso progetto di Vincent Callebaut mira allo sviluppo di un quartiere completamente ecologico all’interno della città di Bruxelles. È prevista la costruzione di tre blocchi di oltre 100 metri di altezza, che saranno dei veri e propri boschi verticali. Nei loro dintorni ci saranno anche servizi e spazi sostenibili, come uno stagno per il rifugio di alcune specie animali o la ricostruzione di un antico mercato del pesce.

Torre Tao Zhu Yun Yuan (Taiwan). Quest’opera, progettata dell’architetto Vincent Callebaut, è stata iniziata nel 2013 e la sua inaugurazione è prevista per settembre 2017. La Torre si trova a Taipei, nel distretto di XinYin. Questo bosco verticale, se comparato con gli altri, è forse il più “basso”. Con 92 metri di altezza, conterrà 23 mila essenze vegetali tra alberi e arbusti.

Torre dei Cedri, Losanna (Svizzera). Losanna è un’altra città in cui il movimento ecologico verticale sta già dando i suoi frutti. Anche questo edificio è un progetto di Stefano Boeri e si ispira agli stessi principi e le stesse caratteristiche del Bosco Verticale di Milano. Sarà rivestito da oltre 100 cedri, 6 mila arbusti e 18 mila piante. Il tutto collocato nelle terrazze principali al fine di ridurre l’inquinamento della città e migliorarne la qualità dell’aria.

Naijing Vertical Forest (Cina). Le Torri Nanjing, alte 200 metri una e 108 l’altra, rappresentano il primo progetto di Stefano Boeri in Asia. Più di mille alberi e 2.500 arbusti saranno distribuiti tra i due edifici. Grazie a questo progetto, ben 60 kg di anidride carbonica saranno trasformati ogni giorno in ossigeno, con un impatto rigenerante per la biodiversità locale. L’inaugurazione delle torri è prevista per il 2018. Il risultato? Davvero speciale: dai balconi delle due torri sembrerà di stare nel cuore di una foresta.

Nicoletta