Bike sharing: in alcune città adesso funziona!
L’altro giorno ero a Torino, zona Mirafiori. Sono rimasta colpita da una rastrelliera con una cinquantina di biciclette tutte uguali. Dopo qualche istante è arrivata una persona, ha aperto un dispositivo con una chiave, ha sbloccato una dueruote e se ne è andata pedalando. Dopo pochi minuti ne è arrivata un’altra che ha fatto lo stesso. Incuriosita mi sono avvicinata e ho chiesto informazioni.
Le biciclette sono messe a disposizione del Comune di Torino che ha aderito al progetto di bike sharing “C’entro in bici“. In pratica, chiunque può iscriversi all’iniziativa e avere, pagando una cauzione, la speciale chiave per disporre di una bicicletta. Non soltanto a Torino, ma in tutte le 70 città italiane che aderiscono alla rete. Grandi centri come Modena (ha il parco-biciclette più vasto con 250 veicoli), Bologna, Ferrara, Verona, Trento, ma anche città di mare come Rimini, Porto San Giorgio, Senigallia. Ad Aosta con la bici forniscono anche un gps con audiocassetta che fa da guida turistica. A giudicare dal numero di torinesi che ho visto direttamente mi sembra che il servizio funzioni e sia apprezzato.
Così, per curiosità, ho provato a vedere se questo circuito era l’unico funzionante in Italia. Ho così scoperto che, a metà ottobre è nato, a Napoli, il Club delle Città per il Bike sharing. Soci fondatori sono i comuni di: Firenze, Bari, Verona, Brescia, Modena, Prato, Parma, Pescara e Terni. Obiettivo: diffondere questa pratica di mobilità sostenibile convincendo sempre più amministrazioni pubbliche a mettere a disposizione dei cittadini biciclette per gli spostamenti quotidiani. Insomma, in Italia il bike sharing sta avendo successo. Di recente si sono attivate anche Bari e Roma, Milano dovrebbe partire con un servizio alla fine di novembre, stando alle dichiarazioni del sindaco Moratti. C’è chi gestisce in proprio il servizio, chi lo affida all’azienda di trasporti municipale chi ad una società specializzata.
Oltre alla rete “C’entro in bici” che vanta oltre 4 mila biciclette e circa 50 mila utilizzatori; esiste “Bici in città“ con una trentina di comuni associati e 12680 iscritti. In questo caso è prevista una tariffa oraria per l’utilizzo della bicicletta (la prima mezz’ora è quasi sempre gratuita) e la possibilità di lasciare il mezzo in una “stazione” diversa da quella iniziale; sul sito inoltre, è sempre possibile verificare la disponibilità delle biciclette.
In genere sono soprattutto i pendolari che utilizzano il bike sharing, ma sta aumentando il numero dei turisti che lo apprezzano.
Chiunque può fare la sua parte per chiedere di potenziare il servizio già funzionante ( più biciclette, più piste ciclabili) oppure per sensibilizzare l’amministrazione locale. Oltre a rivolgersi alle due reti, esiste anche il coordinamento degli Uffici biciclette di Ferrara e la Federazione amici della bicicletta.
Per chi ama la bicicletta infine, Ferrara celebra, fino alla primavera del 2009, l’anno della bicicletta con decine di eventi, spettacoli, iniziative.
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