Api, fiori e il nostro contributo

mar 04, 10 Api, fiori e il nostro contributo

Negli ultimi 20 anni le api sono diminuite dappertutto. Il fenomeno si è verificato per la prima volta nel nord Europa, in particolare nei Paesi Bassi, dove monocolture e coltivazioni di fiori manipolati ed incrociati hanno avuto successo prima che in altri posti. Oggi la morìa delle api è un fenomeno che tocca anche noi, in Italia. Ecco perché viene spontaneo chiedersi se anche noi, normali cittadini, possiamo fare qualcosa per combatterlo o possiamo soltanto recitare il ruolo dello spettatore angosciato? In fin dei conti sono a rischio, oltre al miele, tutti i prodotti vegetali dato che il 90% dei prodotti agricoli viene impollinato dalle api.

Girano varie ipotesi sulla morìa delle api, ma ce n’è una sola sulla quale tutti gli addetti concordano: più specie vegetali selvatiche spariscono, meno api ci sono. Più viene impoverita la biodiversità di una zona, meno api la “frequentano”. Più prati all’inglese e monocolture prendono il posto di prati naturali, sottoboschi e siepi misti e alberi da frutta “spontanei”, più le api si dileguano. Accertato questo fatto, molti di noi possono fare qualcosa- nel loro piccolo – e, è cosa risaputa, tante gocce fanno un lago.

Per chi possiede un giardino, anche se di pochi metri quadrati oppure un terrazzo dove mettere piante e fiori, la primavera è la stagione ideale per pianificare la propria azione pro api. Il primo passo da fare è modificare i parametri di valutazione:  acquistare piante a caro prezzo presso un Centro di vendita specializzato non è l’unico criterio adatto per avere un giardino bello e naturale. Esistono invece in ogni posto delle piante resistenti al clima e ai parassiti con delle fioriture colorate e prolungate. Un esempio può essere la buddleja (Buddleja japonica), un arbusto che si trova facilmente ai bordi di fiumi e strade, chiamata anche albero delle farfalle: ha una fioritura violetta, molto prolungata, che attira molto le api. Lo stesso vale per un altro arbusto rustico, il lillà (Syringa vulgaris, sulla foto), per la lavanda, la ginestra, il fiore del trifoglio o per la bellissima phacelia. In genere, le api trovano il polline nei fiori colorati, rustici e naturalmente privi di trattamenti antiparassitari.

Un altro parametro da cambiare se si vuole creare un ambiente pro api è quello con il quale si valuta di solito un prato: un prato da golf senza fiorellini e senza le cosiddette erbacce è il verde più sterile che ci possa essere. Infatti, non attira né farfalle né api. Per avere un prato naturale basta evitare di fare la guerra a tutti i vegetali che non assomiglino a fili di erba ( e fanno sembrare il prato un grande zerbino di plastica), ma lasciare che la natura faccia il suo corso creando la biodiversità necessaria alle creature fantastiche che sono le api.

I parchi comunali potrebbero fare da esempio!

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1 Commento

  1. luca /

    le api sono degli animali piccoli in confronto a loro siamo grandi e grossi pero loro sono degli animali se noi fossimo loro avremo paura…

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