Anidride carbonica: un business enorme

ago 23, 08 Anidride carbonica: un business enorme

Ridurre le emissioni di gas serra diventerà un grande business. Anzi, lo è già diventato per numerose aziende. Si investe in tecnologie, ricerca, aziende all’avanguardia. Le stime parlano di oltre 200 miliardi di dollari già impegnati nel settore. Una cifra destinata a triplicare nel giro di pochi anni. Obiettivo: dare avvio a una vera e propria rivoluzione industriale nel giro di 40 anni. Le cifre vengono da un articolo del settimanale L’Espresso, a firma di Paola Pilati. Il nuovo business si chiama “cleantech“. In pratica si tratta di “pulire grazie alla tecnologia”. Persino il motore di ricerca Google ora sta diversificando la sua attività investendo nella realizzazione di cellule fotovoltaiche. Così come, in Italia, il gruppo Marcegaglia. Le aziende che puntano sulle energie rinnovabili sono destinate a aumentare di numero. Il tentativo è di abbattere le emissioni di gas serra al minimo costo. Le strade percorribili dipendenono dagli Stati. L’Irlanda investe molto su idrogeno e celle a combustibile; Francia e Belgio sul nucleare; Spagna e Regno Unito sulle rinnovabili; la Danimarca è regina indiscussa dell’eolico ed esporta l’80 per cento della sua produzione. E l’Italia? Per ora all’interno del paese non si muove niente. Ma alcune grosse aziende nostrane, Eni in testa, vanno in paesi emergenti come la Cina, il Brasile e molti altri a realizzare impianti eolici, fotovoltaici, ecc., perché fuori incontrano meno problemi burocratici e resistenza da parte di gruppi di cittadini che a casa. E più tempo passa e più difficile sarà per noi tenere il passo con gli altri, garantire buoni standard di vita a costi accessibili.
Già, ma chi sosterrà i costi del cambiamento? Gli esperti hanno pareri contrastanti. C’è chi dice i grandi produttori di energia e i petrolieri finanziati da banche. I più realisti sostengono che a pagare, alla fine, saranno i consumatori. Voi cosa ne pensate?

Be Sociable, Share!

Non ci sono articoli collegati.

Lascia una risposta