Agricoltura naturale a Gran Canaria

Agricoltura naturale. Ne avete sentito parlare? Io, in proposito, avevo letto il libro del giapponese Masanobu Fukuoca, La rivoluzione del filo di paglia (che mi era molto piaciuto tra l’altro) ma non avevo mai avuto modo di vederla applicata in pratica. Quando, a Gran Canaria, nella località di Telde, ho incontrato il genovese Marco Lo Bianco nel suo Centro di igienismo Sistema naturale (vedi post pubblicato il 4 gennaio scorso e quello pubblicato il 23 febbraio) , ho potuto rendermi conto di persona cosa sia l’agricoltura naturale perché è così che Marco fa crescere la verdura e la frutta che mangia. A lui quindi ho chiesto di approfondire l’argomento.

fukuoka

Masanubu Fukuoca

L’agricoltura naturale è stata praticata da tutti i popoli della terra prima delle coltivazioni su larga scala” spiega Marco. “Si piantava il seme in un foro fatto con un semplice bastone senza alterare lo strato superficiale della terra: senza ararla e rivoltarla, senza diserbare chimicamente, senza realizzare mono colture estensive, senza aggiungere ammendanti chimici, e concimi naturali. Se lascio che delle piante vadano in semenza in un luogo e non rivolto la terra, facilmente nella stagione successiva i semi che vorranno nascere ci porteranno figli e figlie di quella pianta che saranno più sane più’ forti più ambientate in quel luogo”.

Chi l’ha “inventata”?
L’ha Inventata direi la natura nel suo procedere. Masanobu Fukuoka ha creato un modello per coltivare riso e un altro cereale uno di seguito all’altro senza arare il terreno anche con il sistema delle palline di argilla, chiamandolo il metodo del “non fare”, usando il senso che i giapponesi hanno innato per i “koan”.

Come si differenzia rispetto all’agricoltura biologica e quella biodinamica?
Non usa additivi di alcun genere, nemmeno naturali. Non si fanno preparati per stimolare il terreno semmai si mette il terreno nelle condizioni di poter prosperare e poi lo si lascia al suo processo naturale inserendo le coltivazioni di cui vogliamo usufruire. A parte la gramigna e i rovi, le altre piante non sono considerate infestanti e sono lasciate crescere insieme a quelle coltivate. L’orto così necessita di meno acqua.

Che risultati offre in termini di quantità e qualità di ortaggi e frutta?
La qualità è incomparabile per gusto e proprietà nutritive. Come resa è inferiore, e occorrono dai sei ai sette mesi perché le piante diventino produttive, ma quantità inferiori e tempi più lunghi sono compensati dall’assenza di costi e l’impatto zero sull’ambiente.

Consigli per approfondire l’argomento?
Cercare informazioni sul nostro sito, leggere il libro di Fukuoka e quindi procurarsi un terreno e sperimentare.

Nicoletta