Acqua in brocca

mag 08, 08 Acqua in brocca

Mai provato a fare un vaso in cotto? E’ una bella sensazione, credetemi. Io l’ho provata e mi è sembrato di tornare ai tempi dell’asilo quando, grazie ad una fantastica insegnante, noi bambini ci divertivamo per ore e ore con blocchi d’argilla che trasformavano in salvadanai, portaoggetti e animali fantastici. Oggigiorno non è facile incontrare artigiani vasai perché è una professione che si sta estinguendo. Eppure, a Montottone, piccolo paesino del Piceno, ho avuto la fortuna di conoscere i Bozzi, vasai da cinque generazioni. Ho visto al lavoro Annamaria e suo fratello Emanuele ed è stato bello e interessante. Ancor più interessante è l’iniziativa che li vede protagonisti insieme all’assessorato all’agricoltura della Provincia di Ascoli Piceno: la campagna “Imbrocchiamola” lanciata dal mensile Altreconomia. Ai nuovi abbonati alla rivista viene data in omaggio una brocca made in Montottone. Inoltre, per incentivare il lavoro dei vasai e spingere nuovi giovani a seguirne le orme, le brocche verranno inserite nel catalogo dei prodotti venduti dallo Sportello Filiera Corta Picena che da tempo propone prodotti biologici a prezzo calmierato. L’obiettivo è invitare agriturismi e ristoranti piceni ad aderire alla campagna “Imbrocchiamola”. Di che cosa si tratta? Fare in modo di ridurre l’acquisto di acqua minerale in favore di quella del rubinetto da portare in tavola, appunto, in brocca.
Noi italiani infatti, come viene spiegato sul sito di Altraeconomia, siamo i primi consumatori al mondo di acque minerali. Ogni anno ne beviamo in media quasi 190 litri a testa. E nei locali pubblici, ordiniamo nella maggioranza dei casi acqua in bottiglia.
Potere della pubblicità soprattutto: le aziende che commercializzano l’acqua in bottiglie spendono infatti circa 379 milioni di euro in spot televisivi e spazi su giornali e radio.

Se diminuiremo i consumi di acqua in bottiglia risparmieremo perché l’acqua dell’acquedotto costa in media 0,1 centesimi al litro invece dei 0,23 centesimi di quella imbottigliata e soprattutto risparmieremmo in costi ambientali. La plastica è un derivato dal petrolio, non è biodegradabile e riciclarla costa (buona parte però finisce in discarica…). Per non parlare poi dell’inquinamento da trasporto.

Per fortuna alcune amministrazioni pubbliche stanno promuovendo l’utilizzo dell’acqua potabile. Come la Provincia autonoma di Trento o anche alcuni comuni dell’hinterland milanese come Cesano Boscone, Rozzano, etc. Per vedere cosa hanno fatto ci si può collegare ad Antenne Attive, la tv dei MeetUp degli Amici di Beppe Grillo che ha anche ideato un controspot dell’ acqua minerale.

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