Essere sostenibili

2010: l’anno della biodiversità

“La natura per migliorare la vita”. Con questo slogan si apre il 2010: l’anno Internazionale della Biodiversità proclamato dall’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn, International union for conservation of nature).

2010: lanno della biodiversità“Negli ultimi cento anni, in campo alimentare, c’è stata una gravissima riduzione della biodiversità: l’esigenza di avere estese monoculture per rifornire l’industria con grandi quantità di cibo a basso costo ha orientato la scelta su poche varietà adatte a questo modello produttivo a discapito di altre” scrive Carlo Petrini in Terra madre (Giunti- Slow Food editore, 12 euro con il cd Gente di Terra madre). “ Negli Stati Uniti, per esempio, l’80,6% delle varietà di pomodori si è estinto così come il 92,8% delle varietà di insalata, il 90,8% del mais, l’86,2% delle mele”.

Per fortuna molti Paesi hanno ancora a disposizione un buon grado di biodiversità, ma se la loro ambizione sarà di seguire l’esempio dell’Occidente il disastro è alle porte. “La biodiversità è invece la grande forza della Natura che ci permette di andare avanti e di risolvere i problemi. Biodiversità di varietà, di specie di razze. Quindi anche di uomini e di culture e di tradizioni. Se fossimo tutti uguali, con le stesse abitudini, i modi di comunicare, ci indeboliremmo”.

2010: lanno della biodiversitàCosa suggerisce dunque il presidente di Slow Food? E’ necessario creare un nuovo rapporto tra città e campagna perché siamo noi tutti, insieme, a dover salvare il mondo. Tutti coloro che sono coinvolti nella creazione del cibo devono tornare a essere sovrani: devono poter decidere cosa seminare nei campi, quali animali mettere nelle stalle e nei pascoli; devono poter rispettare le loro tradizioni.

Le comunità del cibo, fatte di persone che pongono il cibo al centro, sono fatte di contadini, ma anche di cittadini che si riuniscono in Gruppi di acquisto assicurando un’alleanza che scavalca il mercato distorto dall’industrializzazione dell’agricoltura.

Carlo Petrini crede che la svolta debba venire dalle comunità del cibo, i 100mila soci di Slow Food ci credono, le migliaia di persone in rappresentanza di oltre 150 Paesi, che hanno trasformato il sogno di Terra Madre in un appuntamento biennale reale (quest’anno ci sarà la quarta edizione, sempre a Torino, in occasione del Salone del Gusto) ci credono. L’uomo devo ritrovare il contatto con la Terra, l’uomo deve ritrovare il buon senso. Solo così ritroverà se stesso. Anche noi ci crediamo.

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