Il “simbiotico” tra i vini al top in Italia

I vini simbiotici ovvero amici dell’ambiente e della salute, vanno alla grande. Ne avevamo scritto in un post nel febbraio del 2014 e torniamo a parlarne con piacere. Le belle notizie arrivano in particolare dall’azienda Arcipelago Muratori che ha deciso di credere nel simbiotico fin dal 2006.

Perché la viticoltura e l’enologia simbiotica vanno oltre il biologico. In pratica si tratta di coltivare in simbiosi con l’ambiente grazie all’associazione sinergica di un consorzio microbiologico composto da micelio e spore di funghi micorrizici, funghi saprofiti e batteri selezionati da Micosat, un innovativo laboratorio di ricerca di Aosta.

In vigna vengono utilizzate quindi colonie e consorzi microbiologici che inducono nelle viti fenomeni di resistenza ed immunità verso le malattie più rischiose. Ed è così possibile ridurre progressivamente fino all’eliminazione totale tutti i prodotti di sintesi (concimi, fitofarmaci) oltre che zolfo e rame.

In cantina si controlla la temperatura, vengono usati prodotti di origine vegetale non allergeni OGM free ed evitate tutte le pratiche di chiarifica e filtrazione dove possibile. Non è impiegata solforosa nel corso del processo produttivo e quella che si trova nel vino proviene esclusivamente dalla fermentazione.Bottiglia SIMBIOTICO FRANCIACORTA BRUT CON CAPSULA NERA

“Il progetto Simbiotico ha avuto un riconoscimento importante al BRIT, unico concorso internazionale sul vino sostenibile” spiega Francesco Iacono, vice presidente dell’azienda agricola Fratelli Muartori che ha terreni in Franciacorta (Brescia), Toscana e Campania (Ischia e Benevento). “Daniele Cernilli nella sua Guida essenziale ai vini d’Italia ( Mondadori) mi ha assegnato il premio come enologo sostenibile dell’anno e con me al vino in cui credo. Ma non è finita qui, la riserva Franciacorta di Villa Crespia che porta il mio nome ha preso i 5 grappoli nella guida Bibenda; il Numerozero, il dosaggio zero più rappresentativo della nostra produzione franciacortina, nella guida VINIPLUS di AIS Lombardia è stato considerato fra i migliori Franciacorta dell’anno.

Di recente, su Il Mattino di Napoli, Luciano Pignataro ha inserito la Caracena, la Falanghina del Sannio che faccio a Benevento, nella sua TOP 10. Due settimane fa, infine, abbiamo presentato un matrimonio veramente particolare fra Giardini Arimei ed una formaggella ubriacata nello stesso vino ideata e fatta da Mario Avallone, grande cuoco napoletano”.

Insomma, il Simbiotico si fa largo, e a ragione, tra i vini “normali”. Del resto, l’Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria del Cnr con sede a Pisa che segue l’agricoltura simbiotica da anni, ha certificato che:

– le foglie di vigne simbiotiche mostrano rispetto a foglie da vigne convenzionali un aumento in contenuto degli antiossidanti che va dal 7 al 46% con una media del 22%

– le uve di vigne simbiotiche mostrano rispetto alle uve da vigne convenzionali un aumento in contenuto degli antiossidanti dal 12 al 25% con una media del 18%;

– i vini simbiotici mostrano rispetto ai vini da uve convenzionali un incremento in contenuto degli antiossidanti del 15-22% con una media del 20%.

“Nei vini, la capacità antiossidante è stata misurata in Unità ORAC” chiarisce Vincenzo Longo, direttore dell‘Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria del Cnr con sede a Pisa. “L’apporto minimo raccomandato dai nutrizionisti per avere una corretta protezione antiossidante per l’organismo umano è di circa 2000 Unità ORAC al giorno. I vini SIMBIOTICI hanno un contenuto in ORAC di 450/100 mL di vino rispetto al valore di 370 sempre su 100 mL (+22%) di un vino dello stesso vitigno prodotto nella stessa annata nella medesima zona di origine”.