In crescita il Commercio equo
Un anno chiuso bene, nonostante la crisi dei consumi in atto. Nel 2008, in Italia, si sono venduti il 20% in più di prodotti certificati Fairtrade (il marchio di garanzia del Commercio Equo e solidale). In pratica, in valore, circa 43,5 milioni di euro contro i 39 milioni del 2007. I cibi preferiti dagli italiani sono biscotti, snacks, ma anche desserts che utilizzano zucchero, cioccolato, cacao e miele del Commercio Equo. Il prodotto fresco preferito? L’ananas che ha fatto segnare un aumento di acquisti pari al 32% rispetto al 2007. Da segnalare che nuove catene hanno introdotto i prodotti certificati Fair Trade sui loro scaffali: Dico (nella seconda metà dell’anno), Conad e Despar a partire dalla seconda metà del 2009. Cresce anche la percentuale di prodotto bio sul totale: circa metà delle referenze Fairtrade hanno anche la certificazione bio, a conferma di un’associazione spontanea tra responsabilità sociale e ambientale. Il valore delle vendite Fairtrade è in crescita anche in altri paesi: più 75% in Svezia, più 45% in Inghilterra, più 24% in Austria. Anche dove il tasso di crescita è più contenuto, le vendite non sono diminuite in nessuno dei paesi in cui è presente il marchio Fairtrade.
Infine, dalla prima ricerca internazionale condotta da Globescan (commeissionata da Fairtrade Labelling
organization, il coordinamento dei marchi di garanzia) su un campione di 14500 persone in 15 Paesi, tra cui l’Italia, risulta che i consumatori si aspettano più attenzione e aiuti concreti per favorire lo sviluppo dei Paesi poveri. In sintesi: urge un nuovo modello di commercio dove giustizia ed equità facciano parte integrante degli scambi. Una necessità sempre più impellente. Anche in Italia perché, appunto, i rapporti tra produzione, distribuzione e commercializzazione siano più equi e solidali. Agricoltori e consumatori così sarebbero più tutelati.
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