Cibo: meglio vegetale che locale
Per diminuire i gas serra occorre cambiare stile di alimentazione e passare ai cibi “vegetali”. Se i prodotti animali sono locali o, come va di moda chiamarli ultimamente,”a chilometro zero” produrli comporta un’emissione di gas serra otto volte maggiore di quelli vegetali anche se prodotti oontano dalla zona di consumo. Lo afferma uno studio di due ricercatori della Carnegie Mellon University, pubblicato nel numero di aprile 2008 della rivista scientifica Environmental Science and Technology.
Il motivo è presto spiegato: le emissioni di gas serra (non solo di CO2, ma di tutti i gas che contribuiscono all’effetto serra) associate al cibo sono determinate soprattutto dalla fase di produzione, che contribuisce per l’83%, piuttosto che dal trasporto delle materie prime, che contribuisce per l’11%, o dal trasporto finale dal produttore al consumatore, che contribuisce solo per il 4% (ed è questo che viene considerato nel calcolo dei km-cibo).
In parole povere: “comprare locale” può contribuire solo per un 4-5% al risparmio nell’emissione di gas serra. Risparmi davvero rilevanti si ottengono solo scegliendo invece i cibi che, nella fase di produzione – che è quella che impatta davvero – sono più “convenienti”, cioè i cibi vegetali.
I ricercatori hanno anche calcolato i “chilometri equivalenti” dei vari tipi di scelta, cioè i chilometri che si dovrebbero fare in auto per produrre la stessa quantità di gas serra ottenuti invece dalla produzione o dal trasporto del cibo. O, per dirla in un altro modo, i km che si “risparmiano”, in termini di gas serra, decidendo di comprare i prodotti locali, e quelli che si risparmiano scegliendo invece certi tipi di cibo al posto di altri.
Il risultato è che una famiglia media, scegliendo di comprare solo prodotti locali per un anno intero, “risparmia” 1600 km.
Scegliendo di mangiare cibi solo vegetali anche per un solo giorno la settimana, si risparmia già di più, 1860 km.
Scegliendo di mangiare cibi esclusivamente vegetali per tutto l’anno, si risparmia molto di più, quasi otto volte di più: 13.000 km.
Basta carne, pesce, latticini dunque? Per alcuni sarebbe un sacrificio troppo grande. Meglio percorrere una strada più facile:limitarne il consumo a tavola. Tanto per cominciare. Vi assicuro che non è poi così difficile. In casa nostra per esempio mangiamo carne ( pollo o coniglio) una volta ogni due mesi; il pesce altrettanto; i formaggi un po’ più spesso. Questione di abitudini. E di fantasia. Preparare piatti gustosi e invitanti con meno ingredienti è una sfida. Mettiamola così e proviamoci!
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