Essere sostenibili

Cucinare senza latte e uova

Molti italiani sono intolleranti al latte e alle uova. Ma non lo sanno e continuano a berne e mangiarne. Per star meglio basterebbe loro sostituire questi alimenti e provare piatti e ricette nuove. Lo spiega, molto bene, Giuliana Lomazzi in Senza latte e senza uova (Edizioni Terra Nuova, 10 euro). latte A cosa serve cucinare senza latte (e derivati) e senza uova? A riequilibrare e purificare l’organismo. Prendiamo il latte, per esempio. Il nostro organismo, dopo i primi anni di vita, perde la lattasi un enzima che permette di digerire il latte. Lo perde perché, in pratica, il latte non gli serve più. Invece la gran parte degli adulti continua a bere latte e consumare latticini (capaci di innalzare colesterolo e pressione) causa una martellante pubblicità che colpevolizza chi non ne fa uso, complice la classe medica poco informata.

Eppure il latte viene abbandonato da qualsiasi mammifero dopo lo svezzamento. Berlo in età successive quindi è un po’ andare contro natura. Inoltre il latte di oggi non è più il latte di una volta, ha perso gran parte dei nutrienti per i trattamenti cui viene sottoposto (pastorizzazione, sterilizzazione ad alte temperature: proviene spesso da allevamenti intensivi dove le mucche sono nutrite con mangimi e non erba, dove sono riempite di ormoni e antibiotici.

E’ bene inoltre sfatare la diceria che “il latte apporta calcio alle ossa”: non è mai stato provato scintificamente, mentre risulta che sia maggiore il numero di fratture all’anca in chi consuma grandi quantità di latticini (Le Scienze, settembre 2007).

Come è ben scritto a pag. 108 nel libro Prevenire i tumori mangiando con gusto di Anna Villarini e Giovanni Allegro: “E’ vero che il latte fornisce calcio, ma contiene anche proteine animali che, essendo molto ricche in aminoacidi contenenti zolfo, abbassano il PH naturale del nostro organismo, in generale, e del sangue, in particolare. E più è acido il sangue, più il calcio che è arrivato alle ossa viene richiamato indietro per regolare il PH, in quello che viene chiamato effetto tampone”. Il calcio introdotto con il latte quindi non viene utilizzato appieno.

Meglio assumerne attraverso la frutta secca (mandorle), sesamo e anche mangiando il pesce con le lische quando è possibile.

E le uova? “Forniscono proteine di buona qualità ben assimilabili e forniscono vitamine D,A,B,E” dice Lomazzi nel volume. “Però spesso si compiono due errori quando si va a fare la spesa: si acquistano uova di galline allevate in batteria (nutrite con mangimi artificiali e antibiotici e impossibilitate a fare movimento) e si sottopongono a cotture prolungate che incidono molto sulla digeribilità alterando nutrienti preziosi come gli acidi grassi”.

E allora, cosa aspettiamo a cucinare senza burro e panna e senza uova? Di ricette nel libro di Giuliana Lomazzi ce ne sono oltre un centinaio. A base di avena, miglio, farro, kamut, mandorle….

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