Treni insostenibili
Il mezzo di trasporto a lunga percorrenza più sostenibile? Il treno naturalmente. Più sostenibile sia per il trasporto passeggeri, ma anche per il trasporto delle merci. Il nostro Governo quindi lo sta incentivando? Fino ad oggi assolutamente no. Le Ferrovie dello Stato infatti da un lato aumentano i prezzi e i disservizi, dall’altro diminuiscono personale e servizi.
Con il nuovo orario invernale la situazione si è palesata. Con il gelo e la neve di metà dicembre i problemi sono stati evidenti a tutti. L’Alta Velocità inoltre, per ora si è dimostrata più uno svantaggio che un vero vantaggio. Perché ha condizionato l’andamento dell’intera rete ferroviaria causando ulteriori ritardi ai treni “normali”, quelli dei pendolari in testa.
Una domanda poi sorge spontanea: quanti sono i cittadini interessati a diminuire di qualche decina di minuti il viaggio da Milano a Torino o da Milano a Bologna oppure soddisfatti di impiegare tre ore e trenta da Milano a Roma pagando 89 euro contro i 44 di un normale Intercity (6 ore e 30 di viaggio)? Una scelta, quella dell’Alta Velocità e delle Altissime tariffe quasi obbligatoria perché le alternative rimaste sono pochissime. Non soltanto verso Firenze e la capitale.
Anche la costa Adriatica è stata coinvolta da questa rivoluzione di treni, orari e tariffe. Il risultato è stato disastroso. Vi faccio un esempio in prima persona. Prima di questa involuzione c’erano due comodi Eurostar che univano Milano a San Benedetto del Tronto in 4 ore e mezza: alle 11.05 e alle 13.05.
Il posto poteva essere inoltre prenotato via internet con la tariffa Amica (ora abolita naturalmente) che assicurava uno sconto del 20% sulla tariffa base. Costo del biglietto in seconda classe: 36 euro. Ora per fare lo stesso tragitto, senza cambiare treno, occorrono almeno 5 ore. Il prezzo del biglietto varia da 41 euro (intercity in partenza alle 9.50) ai 55 euro (Frecciabianca in partenza alle 16.35). Per impiegare intorno alle 4 ore e mezza, come prima quindi, ci sono quattro possibilità: due con cambio obbligatorio a Bologna e biglietto a 76 euro; altre due con addirittura due cambi di treno (a Bologna e ad Ancona: figuratevi il dramma delle coincidenze) a ben 77 euro. Il rientro, da San Benedetto a Milano è ancora peggio: un unico treno che impiega circa 4 ore e mezza a 65 euro. Che dire? Si impiega lo stesso tempo cambiando una o due volte e spendendo come minimo il doppio!!!!!
er quanto riguarda le tariffe agevolate esistoni alcuni biglietti, acquistabili solo via internet, scontati del 15% e altri scontati del 30% acquistabili fino a 15 giorni dalla partenza.
Il Codacons sta per fare ricorso contro Trenitalia per l’ennesima volta. Speriamo che, come chiesto, i soldi recuperati vadano ad assicurare condizioni minime di servizio per i treni dei pendolari (la maggioranza degli italiani che utilizza questo mezzo sostenibile).

