Parco anch’io
Il più entusiasta è stato mio figlio. Non si era mai addentrato all’interno di una palude camminando su di uno speciale percorso rialzato fatto di centinaia di metri di passerelle in legno. Non si era mai messo in osservazione di uccelli nascosto in un casotto di legno. Non aveva mai percorso in battello un fiume alla scoperta delle bellezze naturalistiche di una riserva protetta.
Un’esperienza unica dunque quella che ha vissuto( e abbiamo insieme a lui vissuto) nella Riserva naturale regionale Nazzano, Tevere-Farfa, la prima aerea protetta istituita dalla regione Lazio nel 1979 (trent’anni di vita dunque: auguri!), oltre che, ho scoperto ben presto, una delle zone umide di importanza internazionale tutelate dalla Convenzione di Ramsar. Complice la bella giornata autunnale abbiamo così visto diversi esemplari di uccelli: alcuni germani reale, un airone cinerino, diversi svassi e folaghe e cormorani.
Interessante è anche stata la “lezione” di botanica raccontataci di Flavio, uno dei guardaparco, mentre camminavamo sui bel sentieri alberati. Abbiamo così appreso, per esempio, che l’ontano ha un legno che non marcisce a contatto dell’acqua, ma anzi diventa ancor più duro e quindi adattissimo per la costruzione di palafitte (anche le fondamenta di numerose case veneziane lo hanno utilizzato).
Molto istruttivo è poi stato apprendere, una volta di più, di quanti danni abbia provocato l’uomo introducendo animali o piante estranei all’habitat originario: dai gamberetti della Luisiana che hanno cannibalizzato i nostri gamberetti di fiume alle canne che hanno la meglio sulle “cannucce” locali. Sorprendente è stato vedere il Tevere ricco di vita e quindi pulito (diventa una fogna quando vi si immette l’Aniene, dopo aver passato la città di Roma).
Interessante scoprire che i cinque impianti fotovoltaici installati nella riserva coprono circa il 60% del fabbisogno della stessa (a breve anche i battelli utilizzati per le gite d’acqua saranno azionati dall’elettricità).
Una visita guidata in nome della sostenibilità resa possibile grazie a un’iniziativa che va giustamente lodata e additata a esempio per le altre Regioni: “Parco anch’io” organizzato dall’Agenzia regionale parchi e dalle Aree protette regionali, che propongono la visita gratuita, con partenza in pullman da Roma, delle aree protette del Lazio su prenotazione. Ma il turismo intelligente proposto dalla Regione Lazio non finisce qui. Ci sono anche i Campi Ambiente junior ed evergreen, in calendario tutto l’anno durante i week-end, che offrono interessanti programmi educativi-ricreativi con un contributo modestissimo di 3-5 euro a seconda della meta.
Ma come finisce ogni gita sostenibile? Mangiando e assaggiando i gustosi prodotti di qualità locali.
Si chiama infatti ”Natura in campo” il marchio creato di recente per caratterizzare i prodotti delle aree protette del Lazio. Noi abbiamo assaggiato alcuni biscottini secchi ( e li consigliamo), ma sono più di 70 i produttori che aderiscono al marchio….
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