Waterwall
L’acqua. Sui mass media viene rappresentata quasi sempre come problema politico, sociale e ambientale. Tutto vero, ma l’acqua, è importante sottolinearlo, è soprattutto fonte di vita, gioia, benessere e vitalità. Lo spettacolo Waterwall (in calendario al Teatro Smeraldo di Milano fino a domenica 17 maggio) trasmette proprio quest’immagine, presentando l’acqua come elemento fresco, dinamico, gioioso, un autentico dono di spensieratezza all’essere umano.
Originale e “potente” la scenografia grazie all’impalcatura in acciaio, ai giocosi protagonisti sul palco, alla musica contemporanea creata apposta per lo show, alle luci, ai colori coinvolgenti.
Lo spettacolo Waterwall dura circa un’ora e mezza e si presenta così: una cascata di acqua larga quanto il palcoscenico del teatro e quattordici danzatori-ginnasti molto atletici che ci giocano con grande gioia in tutti i modi immaginabili, aiutati da un impalcatura mobile a più sezioni sempre protagonista sul palco.
Si vedono corpi femminili e maschili che guizzano come anfibi in mezzo alle pozze d’acqua a terra, che balzano all’improvviso da dietro le colonne d’acqua cascante, che oscillano avanti e indietro attraversando la cascata a diverse velocità seduti su un altalena, che si contorciono apparendo così più pesci che umani nella fresca linfa, che giocano gioiosamente in coppia con i loro flessibili corpi resi lucidi e scivolosi dall’acqua, che scivolano con divertimento sul pavimento bagnato inondando allegramente la prima fila degli spettatori (preventiuvamente muniti di teli in plastuca protettivi, almeno un po’…). E quando lo spettacolo sembra finito, in realtà prosegue: quattro spettatori estratti a sorte vengono chiamati sul palcoscenico e possono giocare insieme agli attori tra gli spruzzi d’acqua.
Così nello spettacolo l’acqua viene rappresentato nel suo lato dimenticato, perché da un po di anni se ne parla soprattutto come mera merce contesa da investitori privati con l’obiettivo di monetizzarlo il più possibile.
Da non dimenticare poi che Waterwall pubblicizza, prima dello spettacolo, il progetto idrico ad Haiti del Movimento per la Lotta alla Fame nel Mondo, MLFM. Scopo del progetto: costruire un acquedotto che distribuisca acqua potabile agli abitanti dell’area di Torbek migliorando così le condizioni di igiene di oltre 15500 persone; incrementare la produttività agricola e degli allevamenti aiutando circa 300 famiglie contadine.
Forse un contributo anche economico da parte della Compagnia di Waterwall, magari in percentuale sugli incassi, sarebbe stato un ulteriore e concreto sostegno al progetto di Mlfm, ma forse è l’inizio di una collabirazione…
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