Test pasta regionale
Non avevo mai sentito di una pasta che si chiamasse “Gramigna”, il nome mi ricordava soltanto quello di una pianta infestante. Invece ho appunto scoperto che si tratta di un formato di pasta arricciato e cavo, tipico dei primi piatti della campagn a bolognese. A riscoprirla e riproporla in versione bio, è il marchio Alce Nero, uno degli storici dell’agricoltura biologica che ha appena proposto sul mercato una serie di paste tipiche regionali (anche le tagliatelle al farro e la pasta di grano duro senatore Cappelli).
In particolare ho testato la gramigna al farro ottenuta, come è spiegato sulla confezione, dalla macinazione della parte più interna del Farro Triticum Dicoccum, coltivato in soli 20 ettari di terreno sulle colline bolognesi. Dopo il raccolto, il farro viene pulito e macinato e quindi trasformato in pasta lavorandolo ed essicandolo a basse temperature.
Il risultato? Ho messo la pasta in pentola per poi assaggiarla con un buon sugo a base di pomodoro, asparagi selvatici, zucchine. Dopo gli otto minuti di cottura indicata sulla confezione, la gramigna non ci (sia a me che a mio marito, il cuoco di casa) sembrava ancora cotta al punto giusto. E’ bastato lasciarla un minuto in più sul fuoco per raggiungere, al nostro palato, la perfezione. L’abbiamo quindi unita al sugo, mescolata per bene e servita in tavola.
La rugosità e la porosità della pasta hanno permesso al sugo di amalgamarsi a puntino e i due ingredienti (pasta e sugo) si sono integrati ed esaltati a vicenda. La tenuta della cottura, come già detto, è stata ottima mentre spesso la pasta fatta con farine non di grano tendono a spezzarsi.
L’idea era di mangiare un bel piatto ciascuno, figlio compreso, e avanzarne un po’ per la sera. Ma la pasta era così gustosa che ognuno di noi ha fatto il bis e, alla fine, non ne è rimasta più in pentola…
Infine una notizia utile per chi è intenzionato ad acquistare la gramigna. Il prezzo consigliato è di 2,99 euro per la cionfezione da 500grammi. Per quanto riguarda le tagliatelle, il prezzo sale a 2,69 euro per il pacco da 250 grammi. Mentre le paste a grano duro Senatore Cappelli costano 3,80 al chilo. Non lasciatevi spaventare dal costo. Meglio mangiar bene e di qualità di questi tempi favorendo così gli agricoltori che lavorano in modo serio e si impegnano a salvaguardare i semi e, in quetso caso, anche le paste della tradizione regionale italiana.
Buon appetito!
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