Essere sostenibili

Oasi: no al consumo di territorio

Oasi: no al consumo di territorioSoOasi: no al consumo di territoriono 1600 e rappresentano, in formato reale, gli ultimi panda al mondo. Hanno invaso per alcuni giorni la piazza davanti alla torre Eifel, a Parigi e, il 18 aprile, arriveranno a Piazza del Popolo, a Roma. L’obiettivo del Wwf che ha organizzato l’evento è duplice: da un lato sensibilizzare le persone sulle specie in via di estinzione (1130 di mammiferi, tra cui panda, gorilla di montagna, tigre, orso polare, elefante, rinoceronte; 1194 di uccelli per dare qualche numero); dall’altro invitare tutti a visitare gratuitamente, il 19 aprile, le oasi protette.
Ognuno può così fare la sua parte aderendo ai vari progetti realizzati dal Wwf nel mondo per cercare di arginare il consumo smodato di ambiente e esseri che lo popolano. Salvaguardare gli animali in pericolo di vita è un dovere un segnale preciso CONTRO il sistema “usa e getta”: gli animali che ci servono li teniamo e li sfruttiamo in modo intensivo (vedi mucche, galline, pecore, pesci da allevamento, etc.), gli altri li ignoriamo, togliamo loro spazio, mutiamo il loro habitat e li condanniamo a morte.

Le oltre 100 oasi istituite dal wwf in Italia sono invece un tentativo, riuscito, di sottrarre spazio alla cementificazione scellerata. Da quarant’anni a questa parte, infatti, salvaguardano più di 30 mila ettari di territorio.

Le oasi sono il progetto più importante di tutela diretta della natura che rappresenta tutti gli ambienti principali della penisola, sottratti all’aggressione del cemento e all’incuria, difesi dagli incendi e dal bracconaggio, dove una buona parte della biodiversità italiana, tra cui circa 100 specie animali e vegetali, considerate rare o in pericolo nel nostro Paese, hanno uno spazio per continuare a vivere, grazie a centinaia di progetti di tutela.

Qualche esempio? Il lago di Burano in Maremma e la Valle Averto nella laguna di Venezia che sarebbero ancora utilizzati per la caccia agli uccelli migratori; nell’Oasi di Siculiana in Sicilia (oggi Riserva regionale di Torre Salsa) – uno dei tratti più belli e conservati della costa siciliana – dove era in progetto la costruzione di un villaggio turistico; l’Oasi di Monte Arcosu, in Sardegna, dove era a rischio taglio una delle più importanti foreste di sempreverdi del Mediterraneo destinata a lottizzazione edilizia; infine l’oasi di Macchiagrande, vicino a Roma, che avrebbe continuato ad essere un’area saccheggiata, con discariche, pascolo abusivo, attività di caccia e pesca.
Per chi volesse dare un contributo è possibile donare 2 euro inviando un sms al 48544. Per informazioni sui programmi:della giornata delle Oasi: tel. 06/844971.

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