Slow travel

Di recente è nato, in Brianza, il Cammino di Sant’Agostino. E’ evidente il legame con il Cammino di Santiago de Compostela: tutti e due sono percorsi da fare a piedi o in bicicletta e seguono insediamenti sacri. Ma mentre il Cammino di Santiago de Compostela è un percorso noto fin dal Medioevo e oggi dichiarato patrimonio per l’umanità dall’Unesco, il cammino di Sant’Agostino è stato messo a punto nel corso del 2008 da Renato Ornaghi, grande amante della Brianza (la Brianza, zona della Lombardia, in provincia di Lecco, diventata famosa per le sue aziende che esportano arredi in tutto il mondo).
Ma come è dunque nato questo Cammino in Brianza? Durante le sue estese esplorazioni sul territorio, Renato Ornaghi si è accorto che collegando i 25 santuari mariani presenti sul territorio, si formava una specie di cerchio: la prova evidente che esisteva un legame e che sarebbe stato possibile tracciare un itinerario che partiva e terminava nello stesso punto sulla mappa. Da qui l’idea di sviluppare il percorso. Perché il nome Sant’Agostino? Renato Ornaghi spiega che Sant’ Agostino di Ippona ha passato una parte rilevante della sua vita in Brianza, nel comune di Cassago.
In pratica, il Cammino di Sant’Agostino parte da Monza per poi proseguire, in cerc hio appunto, per 353 km sia attraverso zone densamente industrializzate sia attraverso bellissimi paesaggi prealpini con poetici laghetti (lago di Pusiano, di Alserio e di Annone). Lungo il tragitto si costeggia il bacino protetto del fiume Adda e quindi, attraverso paesaggi di nuovo industrializzati, si ritorna a Monza.
In questo modo, chi percorre tutto il cammino si fa un idea reale di questo territorio estremamente variegato, che va dalla pianura fino ai prealpi e che comprende parti selvaggiamente industrializzate, ma anche zone che sono sotto protezione ambientale o belle semplicemente perché non (ancora) cementificate.
Un itinerario da fare a ritmo lento per entrare nello spirito dei luoghi. Lungo il cammino si incontrano naturalmente i santuari, alcuni dei quali di notevole qualità artistica-storica, come per esempio quello di Inverigo.
Come fare per pernottare? Ornaghi sta individuando dei bed&breakfast che inserisce via via nella guida online (sul sito si trova l’indirzzo mail per chi è interessato). Un aspetto interessante è anche il fatto che alcune parti del percorso si possono fare con il treno, alleviando così un po la fatica dei 353 km. E’ appena uscita una guida illustrata del Cammino che si può acquistare online su Netweek e nelle principalilibrerie della Brianza.
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Finalmente leggo un’informazione turistica che non è la solita meta esotica!
Mi piace l’idea che si possa fare del turismo economico, istruttivo e salutare.
Credo che questo “cammino” debba essere pubblicizzato, soprattutto nelle biblioteche delle nostre città per riavvicinare anche i nostri giovani a cose più semplici e allo stesso tempo interessanti.