“Verde” Obama
Si chiama Center for american progress, è il “pensatoio” democratico incaricato dal nuovo presidente americano, Barak Obama, di mettere a punto la politica ambientale degli Stati Uniti.
Perché, dopo anni di “oscurantismo”, il “verde” acquista importanza alla Casa Bianca. Se Bush, nei suoi otto anni di regno, ha cancellato la parola ecologia dalla sua politica, ora le cose pare cambieranno. Ecco gli obiettivi annunciati: entro il 2012 si dovrà portare al 10% la quota di energia elettrica prodotta da tecnologie pulite; entro il 2015 si dovranno produrre un milione di auto elettriche-ibride; entro il 2018 azzerare le importazioni di petrolio dal Medio Oriente e dal Venezuela incentivando le fonti rinnovabili. “Abbiamo messo a punto un piano da 50 miliardi di dollari per creare due milioni di posti di lavoro verdi” ha dichiarato John Podesta dello staff di Obama. “Sono anche previsti investimenti fino a 30 miliardi di dollari per metropolitane e autobus a energia pulita già approvati dal Congresso, ma mai finanziati. Anche il trasporto merci su ferrovia verrà potenziato”.
Altri 400 miliardi di dollari, spalmati in dieci anni, serviranno a rendere più efficiente il consumo di energia elettrica. Sono previsti anche nuovi standard per migliorare il rendimento di lampade e illuminazione in generale; crediti fiscali ai produttori di energie rinnovabili e di tecnologie per il risparmio come, per esempio, i “cappotti” delle case, l’isolamento degli infissi, etc.
Tante iniziative, tante idee e buoni propositi dunque. Anche un avvicinamento all’Europa, almeno per quanto riguarda la politica energetica ed ambientale. Ma vediamo come verranno attuati concretamente. E, se lo saranno, speriamo che altri big (Cina e India in testa) seguano l’esempio.
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